LA CONFRATERNITA

Gli associati chiamati comunemente i “Nudi”, fanno derivare questo appellativo, secondo una prima tradizione, proprio dal fatto che, all’ingresso del simulacro in paese gli appestati guariti si levarono dai loro giacigli così come si trovavano spesso nudi. L’origine di tale termine si lega anche al fatto che in occasione della festa deponevano i loro abiti per indossare quelli più semplici e modesti di tela azzurra, avvicendandosi, durante la notte, per portare Maria per le strade e piazze di Sambuca. I Nudi infatti furono i primi a portare la Madonna pellegrina dalla torre di cellaro nel centro abitato, poiché erano in grado di avvicinarsi agli appestati non temendo il contagio. Tale confraternita nel tempo ha mantenuto oltre al carisma originario, anche l’abito, indossando fino a pochi anni addietro, quale atto di consacrazione  un “abitino” ricamato in oro e seta con l’immagine della Madonna e del monogramma del suo nome. Tale abitino composto da due pendenti sia sul petto che sulle spalle, era indossato solennemente dai confrati durante le funzioni liturgiche e da tutti coloro che aprivano la suggestiva processione della terza domenica di maggio, durante la quale ogni confrate  indossava due o tre paia di “piduna”, cioè calze di lana pesante di colore bianco e rosso. 

CONSIGLIO DELLA FRATELLANZA MARIA S.S. DELL'UDIENZA

 

Superiore:       Caloroso Felice 

1° Assistente : D'Anna Giuseppe

2° Assistente : Stabile Giorgio

 

Consiglieri:      Cacioppo Giuseppe

                      Cicero Daniele

                      Cicero Nicola    

                      Cicio Baldassare  

                      Marravicini Tonino                  

                      Rinaldo Calogero

 

Segretario :    Riggio Giovanni

V.Segretario:  Abate Stefano

Cassiere:        Mangiaracina Salvatore

 

Fratello Massaro: Sagona Salvatore

 

Assistente Spirituale

Arciprete: Don Calogero Di Salvo